DAGADÒL

SINOSSI

Un invito ad abbandonarsi, a sprofondare. A disobbedire ai sensi intorpiditi dall’horror pleni, dalla bulimia visiva e dall’inquinamento immaginifico.

Così Giona disobbedì a Dio e venne inghiottito da un grande pesce, un mostro marino primordiale (in ebraico dag gadòl), per poi essere vomitato.

L’immagine esiste attraverso di noi e sopravvive come un relitto all’esaurirsi della nostra corporeità, in un luogo disperso e inaccessibile sotto la superficie del mare, a grandi profondità, dove il Cinema è già morto.

 

SYNOPSIS

An invitation to indulge and sink. To disobey the senses, numbed by the horror pleni, the visual bulimia and eccentric visionary pollution.

Jonah disobeyed God in this way and was swallowed by a big fish, a primordial marine monster (dag gadòl in Hebrew), to be later regurgitated.

The image exists through us and survives as a wreck as our physicality is exhausted, in an unknown and inaccessible place underneath the surface of the sea, at great depths, where the cinema is already dead.

TFF TORINO FILM FESTIVAL


NOTE DI REGIA E CONTESTO PRODUTTIVO

È un lavoro complesso e stratificato, realizzato a più riprese e con supporti diversi, pellicola e digitale, che cerca d’indagare la natura della luce attraverso la tecnica del foro stenopeico.

Assieme a Psicopompo e Iconostasi, Dagadòl completa una personale trilogia sul potere esoterico dell'immagine.


DIRECTOR’S NOTES AND CONTEXT OF PRODUCTION

It is a complex and stratified work which was realized on several occasions with different forms of media, film and digital, and attempted to explore the nature of light through a pinhole camera.

Together with ‘Psicopompo’ and ‘Iconostasi’, ‘Dagadòl’ completes a personal trilogy about the esoteric power of the image